viaggioincina
![]() |
|
Viaggio in Cina effettuato nell'agosto del 2009: Il Flauto di Giada. Principali località visitate : Pechino ( il Tempio del Cielo, la Città Proibita, il Palazzo d'Estate, il sepolcro dei Ming ), la Grande Muraglia, Shanghai ( il Giardino Yu, la Città Vecchia, il Tempio del Buddha di Giada, la Nanjing road ), Xian ( la Pagoda della grande Oca Selvaggia, l'Esercito di Terracotta, il Mausoleo del Primo Imperatore Qin Shi Huang ), Guilin ( navigazione sul fiume Li ), Canton ( il Quartiere Coloniale, la Casa degli antenati della famiglia Chen ), Hong Kong ( il mercato di Kowloon, Victoria Peack, Repulse Bay ), Macao.
download
![]() |
versione del diario di viaggio in Cina in formato word ( non ancora disponibile ) |
Search
menu
- Diari di Viaggio
- . Cina
- . Tappa del 12•8•2009
- Schede di Viaggio
- Album Fotografici
- La Metafora del Viaggio
- Link
- Mappa del Sito
- Le Utility del Sito
translate this page
tappedelviaggio
Viaggio in Cina: seleziona la tappa di tuo interesse.
|
dettagliotappa
data : 12•8•2009 - 2° giorno in viaggio |
itinerario : Pechino: il Tempio del Cielo, visita serale della nuova zona Olimpica. |
mezzi : ![]() |
![]() ![]() ![]() |
diariodibordo
Arriviamo a Pechino dopo un volo di circa 10 ore. L'abbiamo seguito in diretta, quasi fosse un evento televisivo, sul monitor sopra le nostre teste. Sulla
simulazione compiuterizzata un piccolo aereo ha tracciato instancabile la nostra rotta sul globo terrestre, passando via via sopra mezza Europa
dell'Est ancora addormentata, sui Russi appena svegli e sui Mongoli forse già alle prese con i
preparativi del pranzo. Alla fine un arco quasi perfetto ha collegato il puntino da cui siamo partiti con quello d'arrivo, settemilasettecentotrentun
chilometri non stop in direzione est, incontro al nuovo giorno che incede inesorabile. A differenza della distanza lo sbalzo relativo al fuso l'abbiamo invece smaltito sonnecchiando
tra la cena e la prima colazione e per ingannare l'attesa c'è stato anche il tempo di seguire un film sullo schermo personale, quello che
ogni passeggero ha sistemato sullo schienale del sedile di fronte. Quando rimettiamo i piedi per terra è ormai scoccato il mezzodì, in Italia
qualcuno si sta appena ridestando e qualcun'altro, meno fortunato, si è gia avviato verso il lavoro, in tempo utile ad evitare il solito caos del
traffico mattutino. Sono sei le ore di differenza quando è in vigore l'ora legale, sette quando anche da noi l'orologio è allineato con quella solare. Siamo
stanchi, dieci ore seduti, o semisdraiati, non fa poi molta differenza quando sei su un strapuntino, appesantiscono tutte le membra del corpo
fin nel più riposto muscoletto. Fortuna che in questi casi viene in soccorso il compiacimento d'essere ormai sulla soglia d'una nuova
avventura, quasi un'ansia d'assaporare voracemente tutto quello che passa a portata dei nostri cinque sensi, e basta un attimo perchè una scossa di adrenalina cancelli
via tutta la spossatezza accumulata.
Atterriamo nel modernissimo Terminal 3 dell'aeroporto internazionale di Pechino, costruito
per le Olimpiadi del 2008 su progetto dell'architetto Norman Foster.
Come dichiarato da Foster stesso la struttura realizza un perfetto connubio tra la tecnologia d'ultima generazione e l'antica filosofia taoista del
Feng Shui, un insieme di regole che applicate all'architettura
hanno il fine di indirizzarla, dalla più piccola alla più grande costruzione, verso un'armonia perfetta con i cinque elementi naturali.
E' per questo che la forma del teminal stesso è stata modellata sulla fisionomia di un dragone, come al parcheggio è stata data la forma di
una tartaruga. Una cosa molto apprezzata dai cinesi e che dimostra come il vertiginoso sviluppo economico, accompagnato dall'uso delle più
moderne tecnologie, rimanga comunque indissolubilmente legato alle antiche filosofie sul connubio tra uomo e natura. Per questo i cinesi
ritengono che ogni nuovo progetto, affinchè possa godere dei migliori auspici, deve essere passato al vaglio d'un maestro dell'antica
filosofia. Non so se per il progetto del nuovo terminal si sia proceduto in tal senso, ma non faccio fatica a credere che quello del palazzo
della Bank of China, in foto, sia stato modificato in corso d'opera, e quella che sembra essere una porta sia stata creata solo dopo che si è venuti a
scoprire che sul quel terreno dimorava un drago, che di certo doveva avere la necessità di poter entrare ed uscire a piacimento da casa
sua... All'uscita dall'aereoporto ci attende un caldo torrido e svanito in un lampo il benefico effetto dell'aria condizionata sembra d'essere
atterrati ai Tropici. Siamo scortati verso il pullman da due nuove conoscenze, l'accompagnatore del tour e la guida che ci illustrerà i
segreti e le meraviglie di Pechino: Marcello e Gina. No, non sono due italiani che si sono trasferiti da queste parti, ma due simpatiche
persone che sono state ribattezzate con nomi nostrani dalla professoressa di lingua, che per inciso ha lavorato davvero bene visto
come i due padroneggiano la lingua di Dante. Data l'ora la prima tappa della giornata non può che essere quella del pranzo. Lungo il
tragitto attraversiamo le sei diverse circonvallazioni che abbracciano e circondano la città, separata da circa 20 km dall'aereoporto.
Grattacieli nuovi di vetro e cemento accanto a palazzoni a più piani tirati su in fretta negli anni del boom demografico, è una realtà comune a
tutte le grandi città quella che scorre fuori dai finestrini del bus, isola artica isolata dal mondo esterno che soffre sotto la calura del
mezzodì, anche se devo rilevare che della tanto temuta umidità da sudore grondante non c'è traccia. I proprietari del ristorante sono originari
di una regione sud-occidentale al confine della Birmania, di certo, data la vastità, la Cina deve avere un patrimonio culinario
straordinariamente vario, ma dopo aver assaggiato questo inizio a rimpiangere i ristoranti cinesi che ho lasciato in Italia.
Fortunatamente le cose miglioreranno durante il viaggio e alla fine non posso certo dire d'aver mangiato male.
Dopo il pranzo visitiamo il Tempio del Cielo
,
il nostro primo contatto con l'antica cultura di questo moderno, ma allo stesso tempo arcaico paese. Il complesso, 天坛 Tiāntán il suo nome cinese, è costituito da tre edifici principali:
l'Altare Circolare, Yuanqiu Tan, il Tempio Circolare,
Huangqiong, e il Tempio della preghiera per il buon raccolto,
Qiniandian. Nel 1998 è stato dichiarato patrimonio dell'umanità, entrando cosi a far parte della
lunga lista dei siti mondiali protetti dall'Unesco.
La zona sacra, che occupava anticamente un'area più vasta, è finita con il tempo per rimanere inglobata dal rapido sviluppo della città moderna, stretta ed
assediata da palazzi e vie ad alto scorrimento. Negli ultimi tempi, a detta della guida che ci accompagnava, sembra che le autorità locali stiano
seriamente pensando di riportarla alle sue dimensioni originali, valorizzando cosi ancora di
più le sue bellezze storiche ed artistiche. Veniva utilizzata unicamente dall'imperatore, che si riteneva un
discendente diretto degli dei del cielo, e dal suo seguito. Per tre giorni, nel periodo del solstizio d'inverno, era sede d'importanti
cerimonie officiate dall'imperatore stesso, riti propiziatori che avevano lo scopo principale di auspicare un buon raccolto per la nuova
semina. Numerose offerte venivano preparate per le divinità a cui erano sacrificati animali ed altre cose. Sembra
che anche il Tempio del Cielo rispondesse a precisi canoni della filosofia taoista del Feng Shui, come si può leggere sulla pagina a lui
dedicata su questo sito di
bioarchitettura.
Nel frattempo l'aria si è fatta più torrida, con il sole che non accenna a voler smorzare l'intensità dei suoi raggi.
Una combinazione di fattori che ci vede frequentemente attaccati al collo delle bottigliette d'acqua minerale, intenti a saccheggiare, prima di varcare l'ingresso,
i venditori ambulanti di cappelli ed ombrellini. Il complesso è una delle poche testimonianze che si siano conservate a Pechino, al di fuori della Città Proibita, dell'antica cultura imperiale. Un insieme di edifici davvero molto belli, rifiniti con preziose piastrelle di
ceramica dalla tonalità blu cobalto. La prima struttura che incontriamo è l'Altare Circolare,
Yuanqiu Tan, costituito da una serie di tre piattaforme in marmo sulla cui sommità era posto l'altare dove l'imperatore pregava e compiva sacrifici rituali per ingraziarsi la benevolenza degli dei.
Venne costruito nel 1530 secondo rigidi canoni simbolici in cui predominano il numero nove, simbolo del Cielo e dell’Imperatore, ed i suoi multipli.
Le 3 terrazze, delimitate da candide balaustre anch'esse realizzate in marmo bianco, sono collegate da tre rampe di 9 gradini che rappresentano spiritualmente, da quella più bassa a quella più alta, l’uomo, la terra e il cielo.
L'accesso avveniva da tre porte diverse, con quella centrale riservata probabilmente al solo imperatore.
All'interno si è colti da una sensazione quasi magica, creata forse anche dal fatto che la circolarità delle piattaforme genera un effetto ottico senza soluzione di continuità.
Una volta scesi dalla parte opposta attraversiamo un'altra serie di porte prima di entrare in una
grande piazza circolare delimitata da un muro di cinta. All'interno si trovano due pagode rettangolari, subito prese d'assalto dalle nostre ombre in
cerca d'un po' di riparo, ed il grande Tempio Circolare, lo Huangqiong, edificato come l'Altare Circolare nel 1530.
Al tempio, interamente in legno e appoggiato su una base di marmo bianco, si accedeva da una scala con al centro un tappeto di marmo scolpito con figure di drago.
Il tetto di tegole blu, riccamente decorato nella volta interna, ha la forma di un cono alla cui sommità è posta una sfera dorata. All'interno
erano conservate delle sacre tavolette di legno, utilizzate dall'imperatore durante i riti che si svolgevano sull’Altare Circolare.
Più antico, risale al 1420, è il Tempio della preghiera per il buon raccolto, Qiniandian, che si raggiunge percorrendo l'ultimo tratto del lungo viale che collega i tre edifici sacri. Collocato su una base circolare, costituita da 3 terrazze di marmo bianco, il tempio è il più imponente tra gli edifici religiosi, svettando con il suo tetto conico di tegole blu a tre livelli si staglia inconfondibile nell'azzurro del cielo. La grande volta interna è sorretta da 4 colonne alte 19 mt che simboleggiano le 4 stagioni.
Nel cortile si trovano inoltre 2 padiglioni rettangolari destinati anticamente a contenere gli arredi e gli oggetti di culto utilizzati per le celebrazioni religiose.
Terminata la visita usciamo dal complesso, fuori ci attende il nostro pulmann per portarci in albergo: il Gloria Plaza Hotel Beiing, un moderno complesso situato nella zona centrale della città. Due ore di relax, per sistemarci e riprenderci un po' dal volo intercontinentale, e siamo di nuovo fuori per un giro di Pechino by nitght. Il sole
è ormai tramontato e la temperatura si è fatta decisamente più godibile, come noi mezza Pechino è uscita di casa, invadendo i parchi pubblici e
qualsiasi angolo di verde praticabile. Siamo in estate e con la bella stagione i cinesi ne approffittano per trascorrere le ultime ore del
giorno, quelle meno afose, all'aperto.
In una sorta di happening festoso gente d'ogni età socializza in tutte le maniere possibili, c'è chi gioca
a carte, chi si diletta con gli aquiloni, chi s'impegna nei balli tradizionali e chi ne approfitta per fare un po' di ginnastica. Sembra
uno spaccato di vita giunto direttamente dai tempi non lontani del socialismo di massa. Una realtà di ieri che convive accanto a ciò che di
più moderno può offrire la tecnologia d'oggi, come il famoso Bird's nest, il Nido di Rondine, lo Stadio Olimpico di Pechino 2008 che ospitò la cerimonia d'apertura dei giochi e le gare di atletica.
Dopo aver passeggiato lungo i candidi e larghi viali della nuova zona olimpica, anche questi affollati di persone, riprendiamo il pulmann
tentando di raggiungere un mercato caratteristico. Purtroppo c'è traffico, probabilmente qui scema solo a partire dalla 25 ora..., e
cosi dobbiamo desistere, ma prima di rientrare in albergo, in tempo utile prima di saltare la cena, ci concediamo un'occhiata furtiva alla mitica piazza Tienanmen illuminata, dove il Mausoleo di Mao e l'ingresso della Città Proibita si stagliano sul piatto profilo della grande area, quasi a fronteggiarsi in una sorta di sfida all'O.K. Corral.
Tappa del 13-8-2009: Pechino (CN)
note
Il contenuto dei diari è frutto delle mie esperienze di viaggio e tutte le opinioni sono espresse a titolo puramente personale, non intendendo con ciò ledere i diritti o urtare la suscettibilità di nessuno. E' possibile riprodurne il contenuto su siti web amatoriali purchè ne venga citata la fonte ed informato l'autore. Qualsiasi altro tipo di utilizzo è soggetto ad un'espressa autorizzazione. Le informazioni storiografiche e documentali sono tratte dalla rete. Questo Sito non ha nessuna finalità di lucro, non ha sponsor ne intende promuovere nulla o nessuno se non nell'affermazione di proprie opinioni personali. Le foto pubblicate nel presente diario sono state da me effettuate e sono freeware per un uso personale. Le immagini e le Clip Art utilizzate sono state dichiarate freeware per un utilizzo privato dai detentori del legittimo copyright.